giovedì 25 ottobre 2012

Il paziente implantologico


L'edentulia interessa oltre 200 milioni di persone in tutto il mondo. Anche in Italia il problema esiste e non solo tra le persone più anziane : secondo l'OMS alle persone tra i 35 e i 44 anni mancano in media 1,5 denti a testa, a quelle tra i 45 e i 65 anni ben 13,4 e agli over 65 addirittura 18,8 per un totale di 18% di persone senza uno o più denti.
L'implantologia nasce negli anni 90 per i cosiddetti "casi limite":
  • persone che nel tempo, per carie o eventi vari , hanno perso tutti o quasi tutti i denti;
  • pazienti che hanno superato e vinto malattie tumorali e che hanno perso denti a seguito delle
  • chemioterapie (hanno fiducia nella classe medica - atteggiamento di positività verso la vita);
  • pazienti diabetici, cardiopatici, in terapia con anticoagulanti e con difosfonati, in quanto riduce sia il rischio di emorragia post-operatoria che di infezioni a livello osseo.
Ma, in realtà il problema investe un gran numero di persone.
Nata per i cosiddetti "casi limite", ovvero per i pazienti con carenze di osso, ma anche per soggetti diabetici, ex pazienti oncologici, l'implantologia a carico immediato permette a queste persone di recuperare non solo il sorriso ma anche stili di vita adeguati. Ritrovare un sorriso naturale, senza traumi e in tempi rapidi è il nuovo traguardo raggiunto dall'implantologia e dedicato non solo a queste importanti categorie di pazienti, ma anche a quelle persone cui il normale decorso dell'età, fattori fisiologici o incidenti, cure odontoiatriche errate rendono difficile esibire con naturalezza il proprio sorriso.

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